Ondulava

La poesia

notte stellata - van gogh

La poesia è anarchica, vive di luce propria e come il vento, in cui ci imbattiamo durante la navigazione con Ondulava, sfugge ma condurrà la ciurma verso ismi incontaminati scoprendo nuovi diorami. La sua legge interiore è ritmo, musica assoluta.

E che meraviglia, che commozione ascoltando poesie in lingue sconosciute, senza confini, appunto, anarchiche. Si ha la sensazione di comprendere perché le nostre molecole consuonano con la musica profonda della poesia, che è la stessa in ogni lingua: un ultrasuono, un rumore lattescente.

Una lingua incorporea, un fruscio nucleare traducibile per avvicinamento. Sonorità, risonanze, profondità delle nostre molecole, creazione di materia e di pensieri.

Come determinata musica è un linguaggio testualmente planetario, come le note dell’adagio in g minor di Tomaso Albinoni

Questa forza «che move il sole e l’altre stelle»
è quella che Durante chiama «Amore».

Ed il Ns viaggio continua senza soluzione di continuità come nell’infinito di Michelangelo Pistoletto. La poesia intercetta il corale profondo e ininterrotto di questa forza, intona la sua voce al rombo delle stelle extragalattiche, al fragore primario della materia e si compone tra le murate di Ondulava.
È un quotidiano fatto di parole sempre d’Amore.
Evviva.

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